Licenziamento illegittimo: cosa fare nei primi 60 giorni
I termini per impugnare, i documenti da raccogliere subito e gli esiti possibili di una contestazione.

Risposta breve
Hai 60 giorni dalla ricezione della lettera per impugnare il licenziamento per iscritto, e successivi 180 giorni per depositare il ricorso o tentare la conciliazione. Conserva subito lettera, buste paga e comunicazioni aziendali.
Ricevere una lettera di licenziamento mette fretta e confusione. La cosa più importante da sapere è che i termini per reagire sono stretti: quello che fai nelle prime settimane pesa più di quello che farai dopo.
I termini da non superare
La legge prevede due scadenze in sequenza, entrambe decisive:
- 60 giorni dalla ricezione della lettera per l'impugnazione scritta (raccomandata, PEC o tramite un sindacato o un avvocato)
- 180 giorni successivi per depositare il ricorso in tribunale o chiedere la conciliazione
- Nessuna delle due scadenze si può recuperare: una volta scaduta, l'impugnazione non è più possibile
Quali licenziamenti si contestano più spesso
Le contestazioni più frequenti riguardano la motivazione. Un licenziamento disciplinare senza una contestazione preventiva chiara, un giustificato motivo oggettivo generico o un riferimento a fatti mai accaduti sono situazioni che vale la pena far valutare. Esistono poi casi di nullità, ad esempio i licenziamenti discriminatori o quelli intimati in periodi protetti.
I documenti da mettere da parte subito
Prima di parlare con un professionista, raccogli il materiale in un'unica cartella: la lettera di licenziamento, eventuali contestazioni disciplinari e le tue risposte, il contratto, le ultime buste paga e le comunicazioni aziendali. Un fascicolo ordinato riduce i tempi e i costi della valutazione iniziale.
Cosa puoi ottenere
Gli esiti possibili vanno dalla reintegrazione nel posto di lavoro a un'indennità economica, fino a un accordo transattivo raggiunto prima del giudizio. La strada più conveniente dipende dal vizio del licenziamento, dalla tua anzianità e dalla dimensione dell'azienda: per questo una valutazione preliminare vale più di qualsiasi risposta generale.
Quanto costa farsi assistere
Su Outlet Legale la consulenza legale parte da 59 €: serve a capire se il licenziamento è contestabile e con quali prospettive. Solo dopo, se decidi di procedere, ricevi un preventivo scritto per l'attività successiva.
Cosa sapere
- L'impugnazione va inviata per iscritto entro 60 giorni dalla ricezione del licenziamento
- Dopo l'impugnazione restano 180 giorni per il ricorso giudiziale o la richiesta di conciliazione
- Il licenziamento deve indicare una motivazione: disciplinare, per giustificato motivo oggettivo o per giusta causa
- Le tutele (reintegra o indennità) cambiano in base alla data di assunzione e alla dimensione dell'azienda
Quando serve un avvocato
- La motivazione del licenziamento è generica, assente o non corrisponde ai fatti
- Hai ricevuto contestazioni disciplinari a cui non hai potuto replicare
- Il licenziamento arriva dopo una malattia, una gravidanza o una segnalazione interna
- Ti viene proposto un accordo di uscita e non sai se è conveniente
Documenti utili
- Lettera di licenziamento e lettere di contestazione disciplinare
- Contratto di assunzione ed eventuali proroghe
- Ultime buste paga e comunicazioni aziendali (email, messaggi)
- Certificati medici o documenti collegati al periodo precedente il licenziamento
Se hai ricevuto una lettera di licenziamento, la prima cosa utile è far leggere i documenti a chi tratta abitualmente diritto del lavoro. Possiamo aiutarti a trovare un avvocato adatto, vicino a te o disponibile da remoto, in città come Milano, Roma, Torino, Bologna o Napoli.
Prossimo passo consigliato
Il termine di 60 giorni è breve: invia la tua richiesta a Outlet Legale e ti aiutiamo a individuare un avvocato che valuti il tuo caso prima della scadenza.
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Domande frequenti
Quanto tempo ho per impugnare un licenziamento?
L'impugnazione scritta va inviata entro 60 giorni dalla ricezione della lettera. Superato il termine il licenziamento diventa inattaccabile, anche se illegittimo nel merito.
Cosa succede se il licenziamento viene dichiarato illegittimo?
In base al tipo di vizio e alla situazione contrattuale il giudice può disporre la reintegrazione nel posto di lavoro oppure il pagamento di un'indennità economica.
Conviene accettare un accordo di uscita?
Dipende dall'importo, dalle probabilità di successo di un'eventuale causa e dai tempi. È il tipo di valutazione che conviene fare con un avvocato prima di firmare.
Serve andare subito in tribunale?
No. Prima dell'azione giudiziale è possibile tentare una conciliazione, spesso più rapida ed economica.
Posso essere assistito da remoto?
Sì. Il primo confronto e l'analisi dei documenti si gestiscono in videocall o via email; quando serve la presenza, viene scelto un avvocato vicino a te.
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